mercoledì 31 dicembre 2014

Like a sad song/We don't live here no more



LIKE A SAD SONG

Il disco "Live at the station" prosegue con altre due canzoni targate John Denver, la prima è "Like a sad song":


Ecco la versione di Rosso:





Si prosegue con un altro successo di Denver, "We don't live here no more":


Qui la versione di Stefano:

martedì 30 dicembre 2014

Today/Everybody's talkin




TODAY

"Today" è una canzone di John Denver, un altro autore molto amato da Stefano Rosso, che durante un'intervista ricordò di averlo visto dal vivo al Sistina poco prima che morisse in un assurdo incidente in elicottero.
Denver, pseudonimo di Henry John Deutschendorf Jr. era un cantautore americano folk-rock, nato a Roswell nel 1943 e morto a Monterey nel 1997.
Ecco la versione originale e poi quella di Rosso contenuto nel disco "Live at the station":






Everybody's talkin' è invece un classico interpretato da Harry Nilsson, cantautore statunitense, ma scritto da Fred Neil.
La canzone fu inserita nella colonna sonora del film "Un uomo da marciapiede" ed ebbe un successo clamoroso.
Harry Nilsson fu anche amico di John Lennon, soprattuto nel periodo denominato "Lost Weekend", in cui l'ex-beatles passò un anno lontano da Yoko, a Los Angeles, passando da un locale all'altro in perenne stato di ebbrezza.
Ecco la versione di Nilsson e poi quella di Rosso dal disco "Live at the station":







E infine un'altra versione live di Everybody's talkin' suonata con maestria dal nostro Stefano:



mercoledì 24 dicembre 2014

Elusive butterfly/Candyman




ELUSIVE BUTTERFLY

"Live at the Station" è un disco live di Stefano Rosso registrato in presa diretta in una sala d'aspetto della stazione di Manziana, il naturale eco prodotto dalla sala era quello che Stefano cercava per dare il tocco finale a questo insolito live.
Il disco si apre con una cover dell'artista folk Bob Lind "Elusive Butterfly", registrata nel 1966 dal questo cantante statunitense nato nel Maryland.
Sentiamoci la versione originale e poi la cover di Rosso:




Il disco prosegue con "Candyman" pezzo del cantautore scozzese Donovan, che come Stefano era appassionato della tecnica chitarristica del fingerpicking.
Sentiamo la versione di Donovan e poi le due di Stefano Rosso, la prima da "Live at the Station" e la seconda registrata per il suo album studio "Banjoman" del 2004:






martedì 23 dicembre 2014

Cielito lindo/Galopera



CIELITO LINDO

"Cielito lindo" è una canzone messicana scritta da Quirino Mendoza y Cortez nel lontano 1882.
E' diventata presto un classico evergreen, cantata spesso dai messicani per identificarsi al di fuori dei confini nazionali.
Sentiamoci prima una versione suonata dai mariachi, che sono gruppi musicali tipici dell'ovest del Messico:




Ed ecco la versione arrangiata per chitarra di Stefano Rosso contenuta nell'album "Fingerstyle guitar":



GALOPERA

"Galopera" è un brano delle tradizione sud-americana per la precisione del Paraguay.
Vediamoci una bella versione del gruppo "Los tres soles del Paraguay":



Ora le versioni di Stefano Rosso, che ha registrato questa canzone ben tre volte, la prima per l'album "Fingerstyle guitar" poi per "Live at Folk studio" ed infine per "Live at the station":











lunedì 22 dicembre 2014

Angel eyes/Orientale





ANGEL EYES

Stefano Rosso si cimenta con una cover di "Angel Eyes" canzone jazz di Matt Dennis, pianista americano nato nel 1914 a Seattle.
Il pezzo fu inciso da Dennis nel 1953 e divenne presto un classico standard jazz.
Sentiamoci prima la versione originale e poi la bella cover chitarristica di Stefano:




Stefano è poi tornata su questa canzone per inserirla in un altro cd di composizioni strumentali "Lullaby of birdland", le versioni sono molto simili ma in questa occasione Rosso utilizza la chitarra elettrica a posto dell'acustica:



ORIENTALE

Atmosfera orientaleggianti e non poteva essere altrimenti per la canzone "Oriente", altra composizione originale di Rosso, godiamoci il suono della chitarra di Stefano per questa melodia da "Mille e una notte", le versioni sono rispettivamente prese dagli album "Fingerstyle guitar" e "Lullaby of birdland":










venerdì 19 dicembre 2014

Lullaby/Ballroom





LULLABY

"Lullaby" è una delicata canzone, scritta da Rosso, in cui più che suonare le corde della chitarra di Stefano sussurrano, ma d'altro canto "Lullaby" in inglese significa ninna nanna.




Medesimo feeling mantenuto anche nella versione contenuta nel cd "Lullaby of birdland" anche se in questo caso Stefano esegue la canzone non con la chitarra acustica ma su di una semi-acustica:







BALLROOM

Ritmo più sincopato e saltellante in "Ballroom" che in inglese sta per "Sala da ballo".




martedì 9 dicembre 2014

I got rhytm




I GOT RHYTM

A distanza di venti anni dal suo ultimo lavoro tutto strumentale, Stefano Rosso pubblica un altro album nel medesimo stile: "Fingerstyle guitar".
Con questo disco Stefano inizia ad auto-prodursi, nasce infatti la sua etichetta la Red&Black Music, dove Red è ovviamente lui e Black è la nuova compagna Antonella Orsaya.
Il pezzo di cui parliamo oggi è "I got rhytm"di Gershwin.
Gershwin nacque a Brooklyn nel 1898 e la sua opera spazia dalla musica colta al jazz.
E' considerato l'iniziatore del musical americano.
Ha scritto la maggior parte delle sue opere vocali e teatrali in collaborazione col fratello Ira Gershwin, che faceva il paroliere.
Ma vediamoci un raro filmato in cui è lo stesso Gershwin ad eseguire al piano questo pezzo:


Ora invece veniamo alla cover del nostro Stefano, che trasporta dal piano alla chitarra la magia di Gershwin:






Ed ecco una versione live della canzone eseguita al Folkstudio:



venerdì 28 novembre 2014

Preludio n.2/The piper





PRELUDIO N.2

Stefano Rosso amava la musica a 360 gradi, quindi accanto alla passione per la musica popolare romana, a quella per i Beatles e per il genere country-blues non poteva mancare quella per la musica classica.
Ecco qua la sua versione di "Preludio n.2" del compositore brasiliano Heitor Villa Lobos nato a Rio de Janeiro nel 1887 e morto sempre a Rio del 1957:






Il disco "La chitarra fingerpicking" viene chiuso da "The piper", per attendere un nuovo lavoro tutto strumentale di Stefano dovremo attendere venti anni, quando nel 2003 pubblicò "Fingerstyle guitar" che nei prossimi articoli del blog andremo ad analizzare.
Ma sentiamoci "The piper":








American's tracy/Nashville rag




AMERICAN'S TRACY

Con "American's tracy" si torna a respirare aria da "saloon" con una musica molto allegra e movimentata.
Eccola qua:




NASHVILLE RAG

A "Nashville rag" Stefano Rosso era molto affezionato tanto da riproporla non solo molto spesso nei suoi concerti ma anche nei suoi album in studio.
Iniziamo a sentire la versione contenuta nell'album "La chitarra fingerpicking":



Questa invece è la versione contenuta nell'album "Fingerstyle guitar":



Ed ora due pezzi live, il primo è preso dal disco "Live at the Station":





Il secondo viene invece dal "Live al Folkstudio":










martedì 25 novembre 2014

Feet flat/Blues





FEET FLAT

Altra composizione originale di Stefano Rosso, "Feet Flat" è un allegro motivo di un minuto e mezzo.
Stefano suona le prime corde della chitarra a mo' di basso mentre crea un fantasioso arpeggio con le altre:

 


BLUES

In quest'altro pezzo dice tutto il titolo, un bel blues che ci andiamo subito a sentire:



Questo brano viene eseguito nuovamente e inserito nel disco "Live at the station":





venerdì 21 novembre 2014

The entertainer





THE ENTERTAINER

Eccoci alla cover di "The Entertainer", tema "ragtime" composto da Scott Joplin per pianoforte nel 1902 e portato alla ribalta da Marvin Hamlisch, che ne fece una versione per il film "La Stangata",  con protagonisti Paul Newman e Robert Redford,  del 1973 e che gli valse un premio Oscar come miglior colonna sonora.
Stefano Rosso ne fa qui un ottimo adattamento per chitarra, sentiamocela insieme:




Ecco invece la versione originale:




venerdì 14 novembre 2014

Fire on the hill





FIRE ON THE HILL

Il lato B dell'album "La chitarra fingerpicking" si apre con "Fire on the hill", brano breve ma piacevole che tuttavia non sarà mai portato "live" da Rosso. Sentiamolo:




mercoledì 12 novembre 2014

Polka-choro



POLKA-CHORO

Il lato A de "La chitarra fingerpicking" si chiude con la canzone "Polka-choro".
La melodia è malinconica ma d'altra parte "choro" in portoghese significa pianto, oltre ad essere uno stile musicale molto complicato nato a Rio de Janeiro intorno al 1870.
La composizione classica di un gruppo di "choro" era dato da chitarra, cavaquinho, flauto e pandeiro.
La polka invece è un ballo a tempo binario che trae origine da alcune danze popolari diffuse in Boemia all'inizio dell'800.
Ma andiamoci a sentire questo pezzo strumentale:




martedì 11 novembre 2014

Buffalo gals





BUFFALO GALS

"Buffalo Gals" è una vecchia canzone popolare statunitense scritta e pubblicata nel lontano 1884.
L'autore si chiamava Cool White e la canzone originariamente si intitolava "Lubly Fan".
Il brano negli anni fu proposto da numerosi artisti in versioni leggermente differenti e con titoli diversi, il titolo con cui però divenne conosciuta da tutti fu appunto "Buffalo Gals", derivante appunto dalla città di Buffalo.
Il ritornello in una delle versioni più diffuse era il seguente: 

       « Buffalo gals, won't you come out tonight?
         Come out tonight, Come out tonight?
         Buffalo gals, won't you come out tonight,
         And dance by the light of the moon. »

La versione strumentale di Stefano Rosso  è apparsa anche nell'album "Donne" del 1982, solo che in questo frangente il titolo viene italianizzato in "Le ragazze di Buffalo".
Sentiamoci subito la versione contenuta nell'album "Donne":





Questa invece è la versione dell'album "La chitarra fingerpicking", che a differenza della versione dell'album "Donne" è eseguita alla chitarra e non al banjo:



Questa canzone faceva spesso capolino nei concerti di Rosso, ecco una bella versione live suonata con il suo amato banjo:




Chiudiamo con una cover della canzone suonata dal "Boss", Bruce Springsteen:


domenica 9 novembre 2014

Chimes of love





CHIMES OF LOVE


Altra composizione originale di Stefano Rosso, dal titolo "Chimes of Love", ovvero Carillon d'amore.
Un pezzo brioso e allegro.
Sentiamola:


mercoledì 5 novembre 2014

Blind lemon blues




BLIND LEMON BLUES

Stefano Rosso dopo "Blues for Gary" compone un altro delizioso blues strumentale dal titolo "Blind lemon blues".
E' il suo particolare omaggio ad un artista che amava molto, Blind Lemon Jefferson, pseudonimo di Lemon Henry Jefferson, nato a Coutchman nel 1893 e morto a Chicago nel 1929.
Era non vedente e fu il primo chitarrista country-blues del Texas ad incidere una registrazione nel dicembre del 1925.
Il suo stile influenzò altri grandi bluesman che lo seguirono negli anni come B.B. King e Robert Johnson.
Questo pezzo è presente in molti suoi album, a cominciare da "La chitarra fingerpicking", per seguire in "Fingerstyle guitar" e infine in "Lullaby for birdland".

Ma andiamo a sentire per cominciare la versione contenuta nel disco "La chitarra fingerpicking":




Questa invece è la versione contenuta in "Fingersytle guitar", album uscito nel 2003:



Ed infine la versione contenuta in "Lullaby of birdlands" del 2006, che si differenzia dalle altre due perché eseguita con la chitarra elettrica e non con l'acustica:




Ed ora sentiamocela in versione "live":








martedì 4 novembre 2014

Lady Madonna




LADY MADONNA

Dopo due composizioni originali, ecco arrivare la prima cover contenuta nel bellissimo album "La chitarra fingerpicking", si tratta di "Lady Madonna", canzone che i Beatles incisero nel 1968.
Stefano amava molto la musica dei Fab four, tanto da citarli in alcune occasioni anche nelle sue canzoni, inoltre nei suoi "live" Stefano ogni tanto omaggiava il gruppo di Liverpool suonandone qualche pezzo.
Lady Madonna è una sorta di boogie-woogie in cui la parte da leone e fatta dal piano e dal "walking bass" di McCartney, autore della canzone.
Stefano con la sola chitarra acustica ne da un'interpretazione bellissima.
Sentiamoci prima la versione originale dei Beatles e poi quella di Rosso, così abbiamo modo di apprezzare ancora di più la bellissima cover ideata da Stefano.







Come avevo detto in precedenza ogni tanto Stefano inseriva nella sua scaletta dei concerti qualche brano beatlesiano, sentiamoci "I wanna be your man":




Mentre questa è la versione live dei Beatles:






lunedì 3 novembre 2014

Castles of Scotland




CASTLES OF SCOTLAND

La seconda traccia dell'album "La chitarra fingerpicking" si chiama "Castles of Scotland".
Se la prima canzone era un blues, qua Stefano ci regala una sorte di ballata "popolare", il suo tocco di chitarra è come al solito pulito e cristallino, sentiamocela tutta:







sabato 1 novembre 2014

Blues for Gary




BLUES FOR GARY

Stefano Rosso apre il disco "La chitarra fingerpicking", il suo primo album interamente strumentale, con un blues dal titolo "Blues for Gary".
Questo pezzo è particolarmente caro a Stefano tanto che lo inserirà anche in "Fingerstyle guitar" e in "Live at the station".
Andiamoci a sentire tutte e tre le versioni.
Ecco quella contenuta in "La chitarra fingerpicking":




Questa invece viene dal disco "Fingerstyle guitar":




E per concludere la versione live contenuta nel disco "Live at the Station", disco che come suggerisce il titolo fu interamente registrato nella sala di attesa di una stazione ferroviaria, per l'esattezza quella di Manziana, vicino Roma:
















lunedì 27 ottobre 2014

Roma, romani e romanisti



La canzone che chiude l'album "Piccolo mondo antico" è anche quella che chiude la carriera musicale di Stefano Rosso e si chiama "Roma, romani e romanisti".
Lo stile è quello usato per "L'ultimo romano" e "Quanno c'era mi' nonno", la canzone-stornello in romanesco.
Il collegamento ideale del pezzo è ovviamente con "Quando partì Noè", con il quale condivide la tematica del diluvio universale, raccontato anche in questa occasione con spirito e ironia, tanto da riuscire a inserirci l'A.S. Roma e il suo essere romanista.
Dopo una breve malattia Stefano Rosso muore a Roma il 15 settembre 2008, ma non morirà mai la sua musica e la sua poesia che continuerà ad accompagnare la vita di tante persone.
Il blog però non si ferma qui, dopo aver analizzato le affascinanti 110 composizioni del suo canzoniere andrò a fare un piccolo resoconto anche delle bellissime performance strumentali contenute in album quali "La chitarra fingerpicking", "Lullaby of Birdland", "Fingerstyle guitar" e "Live at the station".





ROMA, ROMANI E ROMANISTI

Ci fu un diluvio detto universale
Che er Padre Eterno mannò sulla tera
Perché la gente si faceva guera
E non pensava antro che a far male
Salvò solo Noè e la su famija
Dicennoje avete fatto er bene
Così che voi nun passerete pene
All'antri un accidente che je pija
Poi metti insieme coppie de animali
Così che ce ripopolamo er monno
De qua de là pe' quanto e grosso e tonno
E da rifallo bello senza eguali
E poi c'ho sempre sto pensiero in testa
Na chicca come un fiore ne l'occhiello
Da dì che adesso è veramente bello
Che tutti quanti ci faranno festa
Così plasmò la creta co le mani
Presa la puzzolana er travertino
La carce fresca er marmo fino fino
E fece Roma insieme a li romani
E quanno un giorno poi li vide tristi
Senza televisione e senza radio
Intorno a un campo fabbricò no stadio
L'AS Roma co li romanisti
Dicheno che sta storia nun è vera
E l'invidia amichi mii e na cosa brutta
Ma er coloseo San Pietro e via Margutta
E so fiori dell'eterna primavera
Sverti de lingua e lesti co le mani
Forse pe' questo semo i più mar visti
Però nun semo farzi ne razzisti
Che ce volete fa semo romani!

L'angolo degli accordi:

Capotasto:1st fr

Intro: Sim-La-Sim-La-Sim-La-Sim-La

La                                        Sim
Ci fu un diluvio detto universale
            Mi                                     La
Che er Padre Eterno mannò sulla tera
                                        Sim
Perché la gente si faceva guera
    Mi                                        La
E non pensava antro che a far male
Fa#m                            La
Salvò solo Noè e la su famija
Sim                                 Mi
Dicennoje avete fatto er bene
Sim                     Mi            La
Così che voi nun passerete pene
      Sim                                 La
All'antri un accidente che je pija

Sim-La-Sim-La

La                                        Sim
Poi metti insieme coppie de animali
Mi                                      La
Così che ce ripopolamo er monno
                                                       Sim
De qua de là pe' quanto e grosso e tonno
    Mi                             La
E da rifallo bello senza eguali
    Fa#m                                        La
E poi c'ho sempre sto pensiero in testa
Sim                                      Mi
Na chicca come un fiore ne l'occhiello
      Sim                  Mi             La
Da dì che adesso è veramente bello
Sim                                    La
Che tutti quanti ci faranno festa

Sim-La-Sim-La

La                                     Sim
Così plasmò la creta co le mani
Mi                                       La
Presa la puzzolana er travertino
                                                Sim
La carce fresca er marmo fino fino
    Mi                                La
E fece Roma insieme a li romani
    Fa#m                                     La
E quanno un giorno poi li vide tristi
Sim                                   Mi
Senza televisione e senza radio
Sim                          Mi              La
Intorno a un campo fabbricò no stadio
Sim                      La
L'AS Roma co li romanisti

Sim-La-Sim-La

Sib                                         Dom
Dicheno che sta storia nun è vera
    Fa                                          Sib
E l'invidia amichi mii e na cosa brutta
                                                  Dom
Ma er coloseo San Pietro e via Margutta
         Fa                             Sib          
E so fiori dell'eterna primavera
Solm                                    Sib
Sverti de lingua e lesti co le mani
Dom                                           Fa
Forse pe' questo semo i più mar visti
Dom                 Fa        Sib
Però nun semo farzi ne razzisti
Dom                            Sib
Che ce volete fa semo romani!

Dom-Sib-Dom-Sib (Fino a sfumare)


martedì 21 ottobre 2014

Quanno c'era mi' nonno



Si prosegue con il filone delle canzoni in romanesco, e dopo "L'urtimo romano" ecco "Quanno c'era mi' nonno".
La canzone è un vero e proprio stornello e ci parla, come suggerisce il titolo, di un tempo che fu e che ora non esiste più.
Stefano ricorda le scampagnate a San Pancrazio dove si mangiavano fave e pecorino, il tutto annaffiato da un buon vino, ora invece  si mangiano panini e si beve la coca-cola.
Si percepisce la gioia del ricordo e nello stesso momento la nostalgia per i tempi andati, dove ci si divertiva con poco (.."chitarra e mandolino che belle m'briacate..).
L'atmosfera musicale ben si adatta alle liriche di Stefano, con un mandolino squillante e la voce molto modulata, che fa il verso agli stornellatori romani.






QUANNO C'ERA MI' NONNO

Quanno c'era mi' nonno s'annava all'osteria
Che stava a ogni via nun c'era da sbaja
E cor bicchier de vino facevi la zuppetta
Col taralluccio tosto che tosto nun è più
Un'ultima serenata me vojo fa stanotte
Saluto er metronotte e me metto a cantà
Casetta de trastevere e casa de mamma mia
Nun ce so più gerani amprofumà sta via
Quanno pe' scampagnata s'annava a San Pancrazio
Adesso mo' e no strazio falla sull'autostrada
Co dentro al frigo borsa la coca e li panini
Perché sti regazzini magnano ormai così
Noi fava e pecorino e poi la botticella
S'attacavamo a quella mo n'do t'attacchi più
Chitarra e mandolino che belle m'briacate
Tra pizzichi e tastate e tanto pe' cantà
"A bella paciocca e viè qua!"
"E fermo co ste manaccie!"
Casetta de trastevere casa de mamma mia
Nun ce so più gerani amprofumà sta via
Quanno c'era mi' nonno s'annava all'osteria
Che stava a ogni via nun c'era da sbaja


L'angolo degli accordi:

Intro:Rem-Lam-Mi-Lam-Rem-Lam-Mi-Lam

Lam                                Mi                    Lam
Quanno c'era mi' nonno s'annava all'osteria
Rem                    Lam Mi             Lam
Che stava a ogni via nun c'era da sbaja
Rem                    Lam Mi              Lam
E cor bicchier de vino facevi la zuppetta
Rem                Lam Mi                     
Col taralluccio tosto che tosto nun è più
La                  Sim  Mi                 La
Un'ultima serenata me vojo fa stanotte
                        Sim  Mi                 La
Saluto er metronotte e me metto a cantà
                 Sim            Mi                      La
Casetta de trastevere e casa de mamma mia
Rem                Lam   Mi                    Lam
Nun ce so più gerani amprofumà sta via

Rem-Lam-Mi-Lam-Rem-Lam-Mi-Lam

Lam                                 Mi                          Lam
Quanno pe' scampagnata s'annava a San Pancrazio
Rem                    Lam    Mi                Lam
Adesso mo' e no strazio falla sull'autostrada
Rem                      Lam Mi                 Lam
Co dentro al frigo borsa la coca e li panini
Rem               Lam  Mi                     
Perché sti regazzini magnano ormai così
La                     Sim Mi              La
Noi fava e pecorino e poi la botticella
                         Sim   Mi                         La
S'attacavamo a quella mo n'do t'attacchi più
                           Sim Mi                     La
Chitarra e mandolino che belle m'briacate
Rem                   Lam Mi           La
Tra pizzichi e tastate e tanto pe' cantà

La-Sim-Mi-La-La-Sim-Mi-La (Parlato)
"A bella paciocca e viè qua!" "E fermo co ste manaccie!"

La                 Sim      Mi                      La
Casetta de trastevere casa de mamma mia
Rem                Lam   Mi                    Lam
Nun ce so più gerani amprofumà sta via

Rem-Lam-Mi-Lam-Rem-Lam-Mi-Lam

Lam                               Mi                     Lam
Quanno c'era mi' nonno s'annava all'osteria
Rem                    Lam Mi             La
Che stava a ogni via nun c'era da sbaja




lunedì 20 ottobre 2014

L'urtimo romano



Stefano Rosso riveste per un attimo i panni di Trilussa e dopo il sonetto che aveva recitato nell'album "Mortacci", compone una canzone in dialetto romano intitolata "L'urtimo romano".
Stefano quando era piccolo aveva una paura tremenda che la mamma andando a lavorare venisse messa sotto mentre attraversava la strada e questo ha influenzato le liriche di questa canzone ("Fu corpa der semafero bojaccia") come lui stesso ricorda in un'intervista a Giuliano Chiaramonte.
Nella stessa intervista, che potete ascoltare alla fine dell'articolo, Stefano ci parla del titolo della canzone, profetizzando ahimé, che a breve "L'urtimo romano" poteva essere lui stesso.
Nel pezzo troviamo anche un po' di malinconia per una Roma che non c'è più ("E Ponte Sisto che nun se vedeva, pe' le gran machine e je dispiaceva...").
Stefano sceglie un arrangiamento essenziale e si accompagna solamente con una chitarra.
Simone Avincola ha scelto questa canzone per dare il titolo al bel documentario che ha realizzato in omaggio a Stefano Rosso, documentario la cui locandina potete vedere in alto nel blog.








L'URTIMO ROMANO

Quer giorno lui s'era svejato strano
Pure er bastone je tremava in mano
Ma disse:"Faccio un sarto giù d'Augusto"
Compro er giornale e vengo a casa presto
Nun salutò nemmeno Gigi er macellaro
Guardò Trilussa con un soriso amaro
E Ponte Sisto che nun se vedeva
Pe' le gran machine e je dispiaceva
Passò er semafero pe' da n'occhiata ar fiume
Le scalette scese piano piano e là
Se accese mezzo sigaro toscano
Se mise du minuti a riposa
Salutò er pescatore e s'arzo in piedi
Pe risalì sur ponte e che fatica!
E ma lui e non se sentiva vecchio mica
Fu corpa der semafero bojaccia
E rivide Roma bella sotto ar sole d'oro
E giù per fiume scenni er barcarolo
E vide pure tante tante stelle
Erano tutte belle ciumachelle
Poi guardò in cielo e lenta arzò la mano
Scanzò la nuvola pe' potè guardà
Quer sole che oramai troppo lontano
Dava un saluto all'urtimo romano

L'angolo degli accordi:

Intro:Sim-Mi-Lam

Lam
Quer giorno lui s'era svejato strano
                                               Rem
Pure er bastone je tremava in mano
                                                Lam
Ma disse:"Faccio un sarto giù d'Augusto"
                                                        La
Compro er giornale e vengo a casa presto

Nun salutò nemmeno Gigi er macellaro
                                                 Mi
Guardò Trilussa con un soriso amaro

E Ponte Sisto che nun se vedeva
                                               La
Pe' le gran machine e je dispiaceva

Passò er semafero pe' da n'occhiata ar fiume
                                                 Sim
Le scalette scese piano piano e là
     Rem                          Lam
Se accese mezzo sigaro toscano
Sim            Mi               La
Se mise du minuti a riposa

Salutò er pescatore e s'arzo in piedi
                    Lam           Rem
Pe risalì sur ponte e che fatica!
                                                      La
E ma lui e non se sentiva vecchio mica
Mi                                La
Fu corpa der semafero bojaccia

E rivide Roma bella sotto ar sole d'oro
                                                Mi
E giù per fiume scenni er barcarolo

E vide pure tante tante stelle
                                    La
Erano tutte belle ciumachelle

Poi guardò in cielo e lenta arzò la mano
                                         Sim
Scanzò la nuvola pe' potè guardà
         Rem                              La
Quer sole che oramai troppo lontano
               Si                                  La
Dava un saluto all'urtimo romano

L'angolo live:

Una bella versione live eseguita da Stefano a Radio Rock.
Rosso alla fine ci svela che la canzone l'ha composta negli anni '70 per un suo amico che si chiamava Remo de Roma.

video






sabato 18 ottobre 2014

Barcarola trasteverina




Ed eccoci arrivati al momento del pezzo strumentale, che di solito, è presente in quasi tutti gli album di Stefano Rosso.
Il pezzo si chiama "Barcarola trasteverina" ed è una composizione per flauto e fagotto che Stefano da tempo aveva in mente.
La melodia è dolce, soave e un po' malinconica.
Sentiamocela e poi ascoltiamo anche una breve intervista di Stefano contenuta in "Piccolo mondo antico" in cui accenna proprio a questa composizione.





Ecco lo stralcio dell'intervista in cui Stefano accenna a "Barcarola trasteverina":







venerdì 17 ottobre 2014

S.Maria in Trastevere



Il cerchio si chiude, Stefano Rosso che nei primi album ci aveva raccontato la sua amata Trastevere, descritta con amore e poesia in "Letto 26" o in "Circo" ma anche in altri bellissimi pezzi come "La banda degli zulù" e "Via della Scala", ora ci regala, nel suo ultimo album, quest'altro delizioso acquerello musicale con "S.Maria in Trastevere".
A mio parere è la canzone più bella di "Piccolo mondo antico".
Inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi S.Maria del Fosso.





S.MARIA IN TRASTEVERE

S.Maria del Fosso mondo intorno a una fontana
Dove nacquero i miei figli e dove è morta la befana
Dove c'è chi va di fretta e c'è chi ha messo il freno a mano
Dove puoi capir la vita da un'idiota o uno sciamano
S.Maria del Fosso barricata San Callisto
E qualcuno bazzicava lì ma nessuno l'ha più visto
Dove volano cent'anni e stanotte non passa mai
Senza trucchi e senza inganni e le tasche piene di guai
Dove è andata Daniela dove andato papà
Dove è andata la mamma neanche il prete lo sa
Dove è andata la vita è passata di qui
Dove è andato il mio sogno dove è andata Marì
S.Maria del Fosso cosmo intorno a una fontana
Dove vive brava gente e anche i figli di puttana
Dove il sole a mezzanotte si confonde con la luna
Con i ladri e le mignotte e chi è in cerca di fortuna
S.Maria del Fosso barricata San Callisto
Un amico bazzicava lì ma nessuno l'ha più visto
Dove c'è nessuno e tutti c'è il mercante di pensieri
Chi c'è nato e gioca a scacchi col cervello e gli stranieri
Dove è andata Daniela dove andato papà
Dove è andata la mamma neanche il prete lo sa
Dove è andata la vita è passata di qui
Dove è andato il mio sogno dove è andata Marì
S.Maria in Trastevere piazza intorno ad un pallone
Dove un giorno sono nato e c'ho scritto una canzone
Dove nacquero i miei figli dove è morta la befana
Dove vive brava gente e anche i figli di puttana

L'angolo degli accordi:

Intro:Do-Fa-Do-Fa-Do

Do                                     Fa
S.Maria del Fosso mondo intorno a una fontana
                                                          Do
Dove nacquero i miei figli e dove è morta la befana
                                                         Fa
Dove c'è chi va di fretta e c'è chi ha messo il freno a mano
                                               Do
Dove puoi capir la vita da un'idiota o uno sciamano
                              Fa
S.Maria del Fosso barricata San Callisto
                                             Do
E qualcuno bazzicava lì ma nessuno l'ha più visto
                                        Fa
Dove volano cent'anni e stanotte non passa mai
                                                      Do
Senza trucchi e senza inganni e le tasche piene di guai
Rem                              Do
Dove è andata Daniela dove andato papà
Rem                                  Do
Dove è andata la mamma neanche il prete lo sa
Rem                          Do
Dove è andata la vita è passata di qui
Rem                                      Do
Dove è andato il mio sogno dove è andata Marì

Do-Fa-Do-Fa-Do
                                         Fa
S.Maria del Fosso cosmo intorno a una fontana
                                                    Do
Dove vive brava gente e anche i figli di puttana
                                                   Fa
Dove il sole a mezzanotte si confonde con la luna
                                                      Do
Con i ladri e le mignotte e chi è in cerca di fortuna
                              Fa
S.Maria del Fosso barricata San Callisto
                                          Do
Un amico bazzicava lì ma nessuno l'ha più visto
                                               Fa
Dove c'è nessuno e tutti c'è il mercante di pensieri
                                                      Do    
Chi c'è nato e gioca a scacchi col cervello e gli stranieri
Rem                              Do
Dove è andata Daniela dove andato papà
Rem                                  Do
Dove è andata la mamma neanche il prete lo sa
Rem                          Do
Dove è andata la vita è passata di qui
Rem                                     Do
Dove è andato il mio sogno dove è andata Marì
                                              Fa
S.Maria in Trastevere piazza intorno ad un pallone
                                             Do
Dove un giorno sono nato e c'ho scritto una canzone
                                                      Fa
Dove nacquero i miei figli dove è morta la befana
                                                    Do
Dove vive brava gente e anche i figli di puttana

Intro:Do-Fa-Do-Fa-Do

L'angolo delle cover:

Giovanni del Grillo alla pianola e Stefano Migneco alla chitarra eseguono "S.Maria in Trastevere":

video








mercoledì 15 ottobre 2014

Zia Carlotta



Dopo "Mamma Jole" Rosso dedica una canzone anche alla zia, il titolo è per l'appunto "Zia Carlotta".
Curiosa la scelta del cantautore romano di usare espressioni toscane.
Ritroviamo "Jimmy l'ubriacone" già menzionato in "Roma City blues", ma soprattutto troviamo un Rosso molto in vena sia dal punto di vista lirico che da quello musicale.
Stavolta non è la chitarra a menar le danze ma un bel piano stile "saloon".
Dei cori campionati avrei fatto sinceramente a meno, molto azzeccata invece la sezione di fiati.
Come ultima curiosità da notare l'ennesima stoccata di Rosso a Berlusconi: "...neanche il nano stronzo fino dalla culla".




ZIA CARLOTTA

Zia Carlotta non l'è morta anzi vive insieme a noi
E ogni tanto porta a casa un vecchio amico
Jimmy l'ubriacone che è un barbone non l'è mica pazzo
Mangia beve dorme e non fa mai un cazzo
Non l'è andata a scuola ma l'è colto che c'ha du' coglioni
E ai studenti gli può dar ripetizioni
La politica è il suo forte poi la storia e geografia
Professore nato per l'economia
Dice che il grassone quello che sta sempre alla tivvù
L'è un ladrone di tre cotte anche di più
E quell'altro il piccoletto con la faccia da mammone
E' bucaiolo falso e pure un gran cialtrone
Non lo dico io per carità lo dice l'ubriacone
Che ha girato il mondo e è stato anche in prigione
E ne ha vista tante che ormai non lo stupisce nulla
Neanche il vescovo Brambilla da Fanfulla
Zia Carlotta se lo guarda con la faccia da incantata
Mentre lui racconta il su' passaggio in India
Quando era vegetariano insieme agli uomini insalata
Si grattava il culo tutta la giornata
Fu per lei il su Che Guevara maledetto e vidimicche
Con l'uccello grosso come l'asso a picche
Fu per lei il su' grande amore bello come il Celentano
Mentre lui se la trombava su il divano
Una volta c'ha provato che fu quasi deputato
Ma non era nei suoi panni a fare inganni
E non fu capace mai una volta al meno di rubare
Tanto meno diventar parlamentare
Non lo dico io per carità lo dice l'ubriacone
Che ha girato il mondo e è stato anche in prigione
Che ne ha viste tanto che oramai non lo stupisce nulla
Neanche il nano stronzo fino dalla culla
Zia Carlotta non l'è morta anzi vive insieme a noi
E ogni tanto porta a casa un vecchio amico
Jimmy l'ubriacone che è un barbone non l'è mica pazzo
Mangia beve dorme e non fa mai un cazzo


L'angolo degli accordi:

Intro:Sol-Do-Re-Sol (2 volte)

Sol                                            Do
Zia Carlotta non l'è morta anzi vive insieme a noi
            Re                                          Sol
E ogni tanto porta a casa un vecchio amico
                                                          Do
Jimmy l'ubriacone che è un barbone non l'è mica pazzo
             Re                                         Sol
Mangia beve dorme e non fa mai un cazzo
                                                         Do
Non l'è andata a scuola ma l'è colto che c'ha du' coglioni
        Re                                  Sol
E ai studenti gli può dar ripetizioni
                                                 Do
La politica è il su' forte poi la storia e geografia
        Re                              Sol
Professore nato per l'economia
         Si                                            Mim
Dice che il grassone quello che sta sempre alla tivvù
           Si                                          Mim
L'è un ladrone di tre cotte anche di più
            La                                  Re
E quell'altro il piccoletto con la faccia da mammone
     La                                          Re
E' bucaiolo falso e pure un gran cialtrone
             Sol                          Do
Non lo dico io per carità lo dice l'ubriacone
             Re                                                Sol
Che ha girato il mondo e è stato anche in prigione
                                                     Do
E ne ha vista tante che ormai non lo stupisce nulla
                   Re                                    Sol
Neanche il vescovo Brambilla da Fanfulla

Sol-Do-Re-Sol (Strumentale)

Sol                                              Do
Zia Carlotta se lo guarda con la faccia da incantata
             Re                                           Sol
Mentre lui racconta il su' passaggio in India
                                                          Do       
Quando era vegetariano insieme agli uomini insalata
        Re                            Sol 
Si grattava il culo tutta la giornata
                                                     Do
Fu per lei il su Che Guevara maledetto e vidimicche
        Re                                           Sol
Con l'uccello grosso come l'asso a picche
                                                          Do
Fu per lei il su' grande amore bello come il Celentano
             Re                                Sol
Mentre lui se la trombava su il divano
        Si                                     Mim
Una volta c'ha provato che fu quasi deputato
              Si                                   Mim
Ma non era nei suoi panni a fare inganni
           La                                      Re
E non fu capace mai una volta al meno di rubare
           La                          Re
Tanto meno diventar parlamentare
            Sol                          Do
Non lo dico io per carità lo dice l'ubriacone
             Re                                                Sol
Che ha girato il mondo e è stato anche in prigione
                                                           Do
Che ne ha viste tanto che oramai non lo stupisce nulla
                  Re                                 Sol
Neanche il nano stronzo fino dalla culla

Sol-Do-Re-Sol (4 volte)

La                                             Re
Zia Carlotta non l'è morta anzi vive insieme a noi
            Mi                                          La
E ogni tanto porta a casa un vecchio amico
                                                          Re
Jimmy l'ubriacone che è un barbone non l'è mica pazzo
             Mi                                         La
Mangia beve dorme e non fa mai un cazzo